29.06.2011 Castello dell'Acciaiolo - "open city"

Scandicci estate, i concerti e gli spettacoli di Open City 8

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“Un’estate di alta qualità culturale, che prosegue il progetto di Scandicci come città dinamica, che ha voglia di esserci, e che non rinuncia alla propria cultura, al proprio divertimento e alla propria estate, nonostante la situazione economica non semplice”, ha dichiarato la presidente di Scandicci Cultura Teresa Megale, durante la presentazione del calendario. “Abbiamo appena presentato anche la nuova icard della città di Scandicci”, ha proseguito la presidente Megale, “che dà diritto a sconti sui biglietti degli eventi: è un canale privilegiato per avere informazioni sui servizi della città, e per i suoi possessori si stanno già attivando una serie di iniziative particolari, tra cui incontri di approfondimento con ospiti e visite guidate. Basta una piccola quota simbolica di adesione annuale”  (5 € studenti sotto i 18 anni, 10 € gli adulti). Fabio Caselli, direttore artistico della sezione musica del Festival, ha invece sottolineato la grande qualità dell’offerta generale, e di quella musicale nello specifico: “Musica varia in luoghi diversi, con proposte adatte a tutti, e con un punto molto alto in ‘Solo qui’, rassegna di musica al Castello dell’Acciaiolo. Quattro date con ospiti internazionali, con quattro esclusive per la Toscana e due prime nazionali, dal concerto della nuova regina del fado Tereza Salgueiro, già leader dei Madredeus, al trio del pianista tedesco Edgar Knecht, al quintetto del musicista del Mali Baba Sissoko, all’ensemble della norvegese Randi Tytingvaag, dalla splendida voce. Dovrete venire a Scandicci se volete sentirli”.    

Musica - Cuore infatti dell’estate di Scandicci la rassegna di musica con artisti internazionali in esclusiva per l’Italia “Solo Qui” al Castello dell’Acciaiolo, in collaborazione con Moving Music e Studiomusica. Quattro appuntamenti: il Randi Tytingvaag Ensemble capitanato dalla cantante e compositrice norvegese Randi, dalla voce cristallina ed originale su un mix vincente di jazz, cabaret, tango (5.7), il trio di Edgar Knecht, virtuoso del pianoforte, che rielabora la canzone folk tedesca con influenze jazz e con la world music (12.7), Tereza Salgueiro, leader dei Madredeus, in un nuovo viaggio nella musica portoghese (19.7) e Baba Sissoko Quintet del musicista maliano griot e polistrumentista Sissoko, tra i maggiori esponenti delle nuove tendenze del jazz e da anni impegnato nella diffusione della tradizione musicale del Mali in ambito internazionale (26.7).

INFO E CONTATTI

Scandicci Cultura - Via G. Donizetti, 58 - Scandicci - Tel. 055.7591593; 055.7591587 

La Biblioteca di Scandicci - Via Roma 38/A - Scandicci - Tel. 055.7591860-861

Gingerzone - Piazza Togliatti - Scandicci - Tel. 055.2593933 

Parco di Poggio Valicaia - Via della Poggiona, 6/A - Scandicci - Tel. 055.768885

Castello dell’Acciaiolo - Via Pantin - Scandicci

Open Ring - Anello sportivo San Giusto – Scandicci

Villa di Vico – Scandicci Tel 055.769044, oppure al 335.5899881

A cura dell’ufficio stampa di Open City 8

27.11.2010 Cittą di Castello - Un museo della ceramica per la fornace di Riosecco

 

Un museo della ceramica per la fornace di Riosecco 

 

Un museo della ceramica per la Fornace di Riosecco, su cui si alza l’ultima ciminiera di Città di Castello: l’idea nasce al giovane architetto Lucia Fiorucci, che ne ha fatto la sua tesi di laurea. Presentato nei giorni scorsi nella sala del consiglio comunale, lo studio ha posto il tema più generale della gestione degli edifici industriali dismessi, presenze frequenti e improduttive, a dispetto della loro destinazione. La tecnologia, il terziario e da ultimo la crisi hanno trasformato alcuni segmenti delle zone industriali in quartieri fantasma, alcuni opifici abbandonati in oggetto di degrado. “Probabilmente non esiste una ricetta per dare nuova funzionalità ad ognuno di questi edifici” ha detto il sindaco tifernate Luciano Bacchetta “per questo sono le specificità a fare la differenza, dal momento che il recupero ed il restauro si impongono come strade obbligate per eleva-re la qualità della vita urbana. Lo studio sulla Fornace Massetti ci fornisce spunti inte-ressanti perché propone un’ipotesi di riuso, calata nella storia del quartiere ma allo stesso tempo proiettata in un futuro, dove anche la cultura ha una sostenibilità e un’attrattività economica. Nella fase di definizione della variante generale, dovremmo valutare prospettive di lungo periodo, convertendo quanto appartiene al passato, senza per questo cancellarne le vestigia. Quando si parla di complessi urbani ad alto valore architettonico - il nostro centro storico lo è - , ogni intervento viene vissuto come un atto di lesa maestà; questo riserva ci aiuterà non sottovalutare ogni muro, ogni singolo mat-tone, ma non deve impedirci di dare nuova vita ad opere che appartengono agli uomini e che con loro devono proseguire il cammino. L’intangibilità spesso è una forma di de-responsabilizzazione politica non di salvaguardia. Naturalmente rimane fondamentale il coinvolgimento dei cittadini e di chi, quei luoghi, di recente edificazione o ricchi di sto-ria, andrà ad abitare”.  (...)

 

 

“Alla presentazione sono intervenuti Maurizio De Vita, docente di Restauro alla Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, Mauro Saracco, docente di Restauro alla Fa-coltà dei Beni culturali Università di Macerata, il parlamentare Walter Verini e l’assessore all’Urbanistica del comune di Città di Castello Rossella Cestini, per la qua-le “il fermento culturale e proposito intorno alla nuova ipotesi di città sta allargandosi coinvolgendo il mondo delle professioni ed i singoli cittadini. Qualche giorno fa erava-mo in questa sala a parlare di perequazione urbanistica, uno dei tanti strumenti a di-sposizione della società per equilibrare il rapporto tra condizioni materiali e territorio; oggi ci interroghiamo su che fare di fabbricati, un tempo centrali per la zona in cui sor-sero ma ora percepiti come un elemento deturpante del paesaggio o del quartiere. Su questo binario l’Amministrazione comunale è disponibile a verificare insieme ai privati lo stato degli strumenti urbanistici attivi e di quelli attivabili, alla luce delle normative e di un recupero delle funzioni”.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

www.primopianonotizie.com/Notizie/tabid/68/Notizia/101129023506-museo-ceramica-fornace-riosecco/Default.aspx

27.11.2010 Il recupero delle mura storiche di Massa Marittima - Premiazione ed Esposizione Progetti

Concorso di idee per il recupero delle mura storiche di Massa Marittima

 

21.11.2010 Castello dell'Acciaiolo - I Ghirlandaio

 

I Ghirlandaio, dal 21 novembre la mostra all'Acciaiolo

 

Ghirlandaio, una famiglia di pittori del Rinascimento tra Firenze e Scandicci

Dal 21 novembre al 1° maggio 2011 La Città degli Uffizi & Piccoli Grandi Musei propongono un itinerario fiorentino per incontrare le opere di questa famiglia di pittori nel Rinascimento. Una mostra al Castello dell'Acciaiolo, e le opere nei Musei d'arte sacra di San Martino a Gangalandi (Lastra a Signa), di San Donnino (Campi Bisenzio) ed alla Badia di San Salvatore a Settimo (Scandicci). A corredo un programma di iniziative collaterali.

 Il Ghirlandaio, sempre declinato al singolare, è in realtà il nome collettivo della dinastia diartisti-imprenditori che, dalla seconda metà del Quattrocento, dominò per circa un secolo la scena del Rinascimento fiorentino. Il Ghirlandaio significa dunque Domenico (il capostipite), i fratelli David e Benedetto, il fratellastro Giovambattista, il cognato Bastiano, il figlio Ridolfo. Come noto, il reale cognome dei Ghirlandaio era Bigordi, ma finirono per esser tutti identificati con il nomignolo guadagnato da Domenico, allievo di Verrocchio, per il vezzo di adornare di ghirlande la fronte delle ragazze. Dalla campagna di Scandicci, terra d’origine, si trasferirono a Firenze agli inizi del Quattrocento e la bottega si affermò nella seconda metà del secolo anche per i tanti discepoli e collaboratori che contribuirono a diffondere in Italia e in Europa la fama di questi magistrali illustratori di Firenze e della sua civitas, alcuni -come Michelangelo- anche con clamorosi successi personali. La loro fu quindi una bottega di grandi professionisti, estremamente produttiva, articolata per capacità e divisa opportunamente in ruoli: Domenico e Ridolfo i maestri del colore, altri più versati nella gestione dell’azienda. Questo clan così longevo e prolifico è ora protagonista di una mostra di non comune importanza e vastità, la prima dedicata alla famiglia nel suo complesso, che per di più abbraccia l’intero territorio da Firenze a Scandicci, dove i Ghirlandaio vissero e prosperarono, marchiandolo con il loro preziosissimo lavoro, facendone così un museo tanto spettacolare quanto diffuso. Da qui il titolo della mostra, “I Ghirlandaio. Una famiglia di pittori del Rinascimento tra Firenze e Scandicci”, che dal 21 novembre 2010 al 1° maggio 2011 è allestita al Castello dell'Acciaiolo ma si snoda in una serie di itinerari che conducono -tra tavole, pale e affreschi- attraverso musei grandi e piccoli, palazzi e chiese, ville e abbazie. Sono per lo più opere a tema religioso, Madonne con bambino, natività, annunciazioni, maanche ritratti e figure che documentano la Firenze dell’epoca. L’esposizione è quindi cucita da un filo di tante mostre e luoghi diversi, riconducibili a due noti progetti artistici: quello della Città degli Uffizi, ideato dal direttore della celebre galleria Antonio Natali per far conoscere l’immenso patrimonio conservato nei depositi, e quello di Piccoli Grandi Musei, organizzato dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e guidato da un comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci, col compito di promuovere i giacimenti culturali minori della provincia. Curata dalla storica dell’arte Annamaria Bernacchioni, la mostra al Castello dell’Acciaiolo presenta la bella Madonna di Ridolfo del Cenacolo di Fuligno insieme a varie opere provenienti dai musei fiorentini. Da qui si procede alla scoperta delle numerose testimonianze artistiche che i Ghirlandaio lasciarono in questo territorio a cavallo dell’Arno nel nord-ovest di Firenze: nelle case di proprietà a San Martino alla Palma e Colleramole, nella millenaria Badia di Settimo, nella Chiesa di S. Andrea a Campi Bisenzio, nei Museo d’arte sacra di S.Donnino e S. Martino a Gangalandi. E poi Mosciano, Giogoli, San Colombano. Il percorso espositivo comincia perciò dalle prime opere fiorentine, le più note: i cenacoli di Ognissanti e S. Marco, gli affreschi nella Sala dei Gigli in Palazzo Vecchio, le Cappelle Sassetti in Santa Trinita e Tornabuoni in S. Maria Novella, oltre ai capolavori agli Uffizi, Accademia e Galleria Palatina. Palazzo Medici Riccardi espone invece un dipinto solo, ma eccezionale: un’Adorazione dei pastori, prestata dagli Uffizi, realizzata da Domenico tra il 1484 e il 1486. Il progetto si completa con una serie di attività collaterali e didattiche rivolte al mondo della scuola: incontri con gli insegnanti, visite guidate introduttive alle esposizioni rivolte ai docenti che intendono accompagnare la propria classe in visita alle sedi dell’iniziativa, workshop, laboratori, un Concorso “Ghirlandaio” per le scuole elementari, medie e superiori ed un premio rivolto a studenti e artigiani.

www.comune.scandicci.fi.it/index.php/prima-pagina/1458-i-ghrilandaio-una-mostra-e-una-famiglia.html

 

 

 

16.11.2010 Casa Marchini Carrozza - "La pietra serena a Fiesole con sezione sulle murature a secco"

 

“LA PIETRA SERENA A FIESOLE CON SEZIONE SULLE MURATURE A SECCO”

SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER IL CORSO – LABORATORIO



Sono aperte le iscrizioni al corso – laboratorio per adulti “La pietra serena a Fiesole con sezione sulle murature a secco”, organizzato dagli Assessorati alla Formazione e all’Ambiente del Comune di Fiesole. Il corso, che partirà il 23 febbraio e si articolerà in dieci incontri fino al 25 maggio, si sviluppa attraverso lezioni formative, visite e laboratori. Il corso si concluderà con una visita guidata alle cave del Parco di Monte Ceceri venerdì 4 giugno, dalle ore 15 alle ore 18.

Gli incontri si terranno a Fiesole nei locali di Casa Marchini Carrozza (per la didattica) e alla Casa del Popolo di Borgunto (per il laboratorio) il martedì dalle ore 18.00 alle ore 19.00. Le spese per il materiale didattico ammontano a € 20,00. Il corso sarà condotto dal Professor Massimo Coli, dal Professor Biagio Furiozzi, dall’Architetto Mauro Latini, dal Dottor Carlo Salvianti, dall’Architetto Elena Maria Petrini e dal Maestro Scalpellino Enrico Papini.

Al corso – laboratorio per adulti “La pietra serena a Fiesole con sezione sulle murature a secco” è possibile iscriversi entro il 16 febbraio e a chi vi parteciperà verrà assegnato un credito per il corso di volontario ambientale.

Per iscriversi e ricevere ulteriori informazioni rivolgersi al numero 055/59.61.225 o 055/59.61.240 dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 12.00 e il giovedì anche dalle 15.00 alle 17.00 o all’indirizzo e-mail: petrini.elena@comune.fiesole.fi.it.

 

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